Fuga dal pranzo di Natale. Tre tecniche di sopravvienza.

(Dissertazione semiseria con cui augurare buon Natale)

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Il sopraggiungere del Natale rappresenta da sempre una questione spinosa: i regali, le cene di auguri e la corsa al pantagruelico pranzo del 25 sono eventi che turbano il karma, un incremento (non solo intestinale) di stress e difficoltà.

Il problema è vissuto trasversalmente da uomini, donne, grandi e piccini: le cronache riportate da alcuni sopravvissuti a festività passate che ho potuto “intervistare” ieri sera (io, loro e il San Simone) narrano di inquietanti parenti transumati dal sud, armati di autocisterne d’olio, varietà di frutta secca sconosciute ai più che compulsivamente vengono offerte a innocenti avventori (‘Sei patito! Mancia!’) e donne urticate dalla pioggerellina tipicamente torinese che attenta alle permanenti voluminose create ad arte per le feste.

Così, adeguandomi agli “stenti al contrario” del Natale, mi sono reso conto di come il momento più drammatico delle festività sia il temuto pranzo natalizio, evento sociale che attenta alla stabilità psichica anche dei più temprati.

Sento dunque il dovere morale di condividere con voi le mie infallibili, indiscutibili ed inappellabili tecniche di fuga dal pranzo di Natale, in modo da permettere a chiunque di superare senza complicazioni l’abbuffata prossima ventura.

 

TECNICA 1 — Presentarsi al pranzo in post-sbronza.

Il post-sbronza è male. Ma poterlo sfoggiare al pranzo di Natale è molto bene. Quegli zii che vi avvicinano solo alle feste comandate per “sguangiottarvi” e sfoggiare frasi tipo ‘come sei diventato grande!’ (anche a 47 anni) si terranno alla larga a causa di occhiaie scavate, barcolii sospetti ed il malcelato dubbio che negli ultimi dodici mesi abbiate indubbiamente sviluppato una disdicevole eroinomania.
Spiacevole conseguenza: dovrete fare i conti con il canonico mal di testa.
 

A CHI È ADATTA:
A chi è convinto che il mal di testa “non è niente al confronto”.

 

VOTO: 7.5

 

 

TECNICA 2 — Consumare marijuana durante il pasto.

Questa soluzione garantisce benefici simili alla tecnica 1, ma permette di “dribblare” il fastidioso mal di testa da abuso alcolico. Dovrete però essere in grado di sopportare da lucidi il momento dei saluti (probabilmente il passaggio più complesso della giornata), gli antipasti ed un numero di portate a vostra discrezione.
Successivamente, verrete però “tonificati” dal sopraggiungere della fame chimica, utilissima per primeggiare nella tradizionale gara a “chi mangia di più” che ogni anno implicitamente scatta con zio Antonio, da sempre la forchetta più temuta di Castellammare di Stabia.
 

A CHI È ADATTA:

A tutti!
Attenzione però: per quanto la sconclusionatezza non sia un problema (non sarete certo gli unici stonati al tavolo, che credete?), se in seguito al consumo venite notoriamente colti da logorrea isterica cercate di non lasciarvi sfuggire invettive conto Zia Concetta, seduta due posti più in là.

 

CONSIGLI:
Nel caso non sappiate dove procurarvi la “roba”, chiedete al cuginetto diciottenne.

 

VOTO: 8

 

 

TECNICA 3 — Accordarsi con amiche dai costumi discutibili per fingere disgrazie ed allontanarsi impunemente

Se il problema non è il pranzo di Natale in sé ma la strisciante consapevolezza che le celebrazioni ed il consumo di cibo andranno avanti ininterrottamente sino alla mezzanotte (almeno), fatevi aiutare da un’amica dai costumi discutibili, più comunemente chiamata Trombamica.
Prima del sopraggiungere delle feste concordate con la trombamica un messaggio SOS con cui avviare il piano. Arrivati alla saturazione da pranzo di natale, inviate la vostra richiesta d’aiuto ed attendete di essere ricontattati. Inscenate dunque una struggente conversazione che lasci intendere che all’altro capo del telefono sia avvenuto qualcosa di estremamente grave.
Chiusa la telefonata mostratev scossi, riportate i particolari ai commensali (se siete a corto di idee, ricorrete senza vergogna all’intramontabile ‘il cugino della mia fidanzata è morto’), scusatevi ed allontanatevi velocemente.

 

A CHI È ADATTA:
A chiunque abbia una trombamica.

 

CONSIGLI:
Se ricambierete il favore alla trombamica, potreste avere benefit.
Attenzione alle trombamiche che vogliono diventare fidanzate ufficiali: per ripicca potrebbero abbandonarvi al vostro destino.

 

VOTO: 8.5

 

Con queste tre tecniche praticamente chiunque dovrebbe cavarsela senza particolari difficoltà. Ad ogni modo, indipendentemente da quale tecnica preferiate (o anche se trovate tutte le soluzioni delle “baggianate”), ci tengo ad augurare a tutti voi…

 

Buon Natale!!!

 
PS: la tecnica tre è comunque la migliore. Non si discute

Paroliere prezzolato che ama scrivere ma odia rileggere, ha scritto per Milani ADV, Adriano Design, Studioand e So Simple. Ha delle responsabilità nella fondazione di French Robot e Pixelarea, riguardo alle quali (stra)parla evocando padri pellegrini e scoperte di nuovi continenti.

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