Perché la tua generazione è infelice? Perché sei #coglioneno.

coglioneno-inside

Le due "viralate" (che fa rima con…) di questa settimana per le "forme di vita" da profilo social – che si sa, vivono di aforismi, gattini ed inni all'abuso alcolico – rimandano a due temi improvvisamente affacciatisi alle luci della ribalta di cui vorrei discutere un momento.

Il primo rappresenta un'analisi amfetaminico—sociologica che cerca di sviscerare i motivi per cui noi 28 / 35enni contemporanei siamo infelici. L'illuminatissima analisi afferma che il problema sta nel nostro essere yuppie arroganti, figurine che pensano che tutto ci sia dovuto; un'analisi che si chiude consigliandoci però di "non smettere di crederci" (perche in fondo "si, tutto ci è dovuto").
Ecco, vorrei solo far presente che siamo infelici perché questo mondo è stato trasformato in un posto di merda dagli incapaci faccendieri paraculo che hanno gestito il potere negli ultimi 30 anni.
E poi non è che siamo infelici; semplicemente beviamo come dei vichinghi. Tutto qui.

Il secondo social-evento della settimana è l'esplosione della campagna #coglioneno, diventata in 48 ore il manifesto dei creativi sfruttati dal potente CEO di turno, che poi neppure vuole pagare.
A parte l'eccellente lavoro di ufficio stampa alla base del successo della campagna (per la serie "si fa presto a dire virale") ed il paradossale termine "altruista" a fondo film che, magari sono io, ma bene si presta alla mefistofelica interpretazione "son tutti ricchioni col culo degli altri", si tratta sicuramente di un ottimo lavoro.
Ci tengo però a dire che solo fra i miei contatti Facebook ci sono almeno dieci persone che si presentano come fotografi giusto perché il prozio gli ha regalato una Nikon 3100.
Insomma: saremo anche sfruttati, ma in molti dovrebbero andare a zappare la terra.
Per il bene di quelli bravi.

Sul tema ci sarebbe una lunga dissertazione estremamente seriosa da affrontare a dimostrazione che la campagna è, se non altro, attuale e contemporanea. Ma non voglio imbarcarmi in discussioni tanto scottanti; il mio obiettivo oggi è solo comunicarvi che se siete arrivati sin qui nella lettura, ciascuno di voi non è #coglioneno.

Si, è un complimento.
Ora possiamo andare a farci un drink?

Paroliere prezzolato che ama scrivere ma odia rileggere, ha scritto per Milani ADV, Adriano Design, Studioand e So Simple. Ha delle responsabilità nella fondazione di French Robot e Pixelarea, riguardo alle quali (stra)parla evocando padri pellegrini e scoperte di nuovi continenti.

Commenti:

Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...

Be first to comment