Se la mia vita fosse un film di Wes Anderson

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Se la mia vita fosse un film di Wes Anderson, io sarei decisamente più magro.
Probabilmente la mia bicicletta sarebbe viola, ma di quel viola un po' slavato che gli oggetti assumono quando passano attraverso i filtri di Instagram, che fanno subito anni '70, anche se negli anni '70 probabilmente non saremmo stati così scoppiati da fotografare gattini o i piatti da portata che orbitano nel nostro campo visivo.

Se la mia vita fosse un film di Wes Anderson, mi sarei innamorato di una ragazzina senza tette, quasi angelica. Avremmo scopato in posizione canonica, meravigliandoci di quanto sia fantasmagorico l'amore.

Se la mia vita fosse un film di Wes Anderson, Sasha Grey non esisterebbe, gli hipster sarebbero i cattivi ed io potrei volare, ma non come Peter Pan che ormai ha imparato i "trucchi del mestiere" e riesce a svolazzare dove e quando gli pare. Ci sarei riuscito una volta, per caso.

Poi avrei provato a replicare, senza riuscirci.

Se la mia vita fosse un film di Wes Anderson avrei limonato un casino. Ma al momento di rendere le cose un po' più "hot", probabilmente ci sarebbe stato uno stacco.

Se la mia vita fosse un film di Wes Anderson, mi sarei sinceramente rotto i coglioni, vi avrei mandato affanculo e probabilmente mi sarei fatto esplodere in una piazza affollata.

Rimane il fatto che Wes Anderson è un ottimo regista.
Cazzo, se è bravo.

Paroliere prezzolato che ama scrivere ma odia rileggere, ha scritto per Milani ADV, Adriano Design, Studioand e So Simple. Ha delle responsabilità nella fondazione di French Robot e Pixelarea, riguardo alle quali (stra)parla evocando padri pellegrini e scoperte di nuovi continenti.

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